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Alcune cose che volano ci sono -
Uccelli - Ore - i Bombi - Per queste nessuna Elegia. Alcune cose che restano ci sono - Ci sono quelle che riposando, risorgono. sabato, 14 novembre 2009
20:20 Sono una donna a tre strati. Il primo, la superficie è così trasparente da lasciare nudo e crudo il secondo, quello costruito. Ripieno di convenzioni paure supposte sorrisi al cianuro ipotesi e sogni sventrati. E' la mia personalità fasulla, quella a cui hanno accesso quasi tutti i conoscenti. La patina di normalità.
Ma sotto di esso c'è il terzo: l'abominevole negazione di un sacco di cose la totale instabilità insicurezza indecisione la debolezza le lacrime i veri terrori come anche i veri amori. Stanno lì cristallizati e invisibili ai più. La mia vita procede caotica. Le lezioni universitarie mi saturano la settimana e - quando riesco a liberarmi - cerco di riempire all'inverosimile i minuti ed i secondi. Mi sono esibita in un happening in stazione garibaldi. Mi sono lanciata alla ricerca di regali perfetti per compleanni e natalità. Ho ritagliato moltitudini di giornali fotografato e corso di qua e di là. Al peso non ci penso molto, anche perchè sono in piena carenza affettiva abbinata a sindrome premestruale quindi ogni tentativo sarebbe inutile. Per inciso lunedì inizierò la pillola nuova ed ho una paura incolmabile di ingrassare. Ho una voglia incredibile di tenerezze e romanticismi e cose calde, sarà che qui sui monti inizia a fare veramente freddo. Credo che il destino tra l'altro mi stia giocando degli scherzetti poco simpatici ma ho lo spazzolino e lo shampoo nuovo, e di certo laverò tutte queste angosce via come mio solito, annegando le poche sopravvisute in un martini sabatoserale. Sono mediamente mediocre piena di idee ma con troppa poca voglia di riordinarle. E' tardi caspiterina dovrei dormire ed invece mi sono lavata i capelli. Dormirò pochissimo.
Voglio solo dire che mi piacerebbe all'inverosimile fare una passeggiata nei boschi gialli con te. Raccontarti fiabe di gnomi e lombrichi e bruchi che s'arrampicano sugli alberi. Come direbbe un guru: o è la volta buona oppure sono semplicemente impazzita del tuttto. domenica, 08 novembre 2009
17:28 Sembra andare tutto a rotoli ed inizio a scocciarmi seriamente della mia fede quasi cieca alle fandonie di previsioni di cieli ed affini. Pensavo mi aspettasse un weekend ricolmo di buone novità, invece sono qui a cercare di capire quale nuovo malanno mi affligga lo stomaco. Intanto cerco di ricordare quel giorno in cui ero bambina e sognai d'essere una metereologa per osservare le nuvole dissolversi. Forse con questa immagine nella mente e nonostante il tempo uggioso inizio a sentire qualcosa che sta cambiando in me. Perchè dopotutto nonostante palpebre gonfie e stomaco in subbiglio sento nascere pensieri sempre più romantici morbidi caldi ed adatti all'inverno che si avvicina the delle cinque abbracci soffi canzoni tenui e pianti liberatori. Li ricaccio nel profondo e continuo a deglutire.
Lunedì ho dato l'addio ad Effe. Forse faccio male a scriverlo ma nel prendere questa decisione ho avuto una spinta non indifferente il giorno di ognissanti mentre vestita da gatta mi strusciavo sulle anime altrui facendo un pochino di rumore. Un bacio m'ha scossa un bacio m'ha vestita di calma m'ha illusa riempiendomi forse di quella leggerezza sublime che ora cerco in ogni mio pensiero. Ho degli stivali nuovi, verdi, ed un cappotto grigio: per ricordarmi che devo affidarmi alle nuove speranze e mantenere un briciolo di sorriso -nonostante la nausea e la paura d'aver preso l'ennesima influenza di fila e aver perso tutto ancora ed ancora- Ecco, solita altalenanza tra il bene ed il male con un groppo allo stomaco che non viene su. Rimaneva pallida con le dita dei piedi lacerate da un tacco dodici in vernice. Si scontrava violentemente con le sue certezze accendensosi un'altra sigaretta nonostante i perenni colpi di tosse. Non era giorno per correre e nemmeno per fare dell'altro ma dentro di se voleva muoversi e sbocciare. Sentiva le fibre del suo subconscio tirare, come nel tentativo di uscire da lei. S'era vista schiantare nella notte su di un asfalto azzurrino. S'era vista squagliare dentro un trucco pesante che colava sui ricordi. S'era vista mentre se la dava a gambe per non scoppiare lì e subito. Recitava perfettamente dietro ai suoi occhiali di cristallo. Correva a Milano su treni così démodé da sembrare quasi romantici. Chiamava il sole, perdio, e lui accorreva diligente. E quella notte lei lo aveva finalmente lasciato sulla soglia dell'abisso. Era stata forte nel prendere quella decisione così definitiva da risultare indiscussa. Non provava dolore. Non provava altro che un leggero brivido su per le cosce nude che si riempivano di pelle d'oca. Non aveva sonno. Se l'era immaginata milioni di volte, quella scena. Crollante, sventrata, sviscerata, brulicante di insetti. Peccato non fosse stata neanche lontanamente simile a quanto sognato. E così stava lì nell'attesa del treno, impaziente di vivere una nuova giornata. Aveva investito formiche levigato gatti sublimato poesie ripetuto all'infinito frasi fatte. Ed ora che era finalmente sola le uniche cose che le appannavano la mente erano le solite consapevolezze di sempre sul peso e sul governo. La pioggia e l'arancione sui monti rendevano giustizia al letargo preannunciato.
E nel ricordo recente c'erano le sue labbra, violate di nuovo da un estraneo che gridavano di gioia aprendosi in un sorriso eterno che nessuno in quel momento avrebbe potuto cancellare. Era libera di andarsene a lezione senza un briciolo di vergogna.
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Bevo
molto
caffè, fumo troppe lucky strike e penso troppo prima di
dormire. Spesso ho periodi in cui l'eccesso è la regola e
non parlo solo di legalità. Penso troppo alla dieta ed alle
calorie. Ho amori volubili, instabili e insensibili e mi invaghisco dei
sogni. Idealizzo le persone per poi rendermi conto che è
solo una nube di cenere e non la realtà. Ho molti conoscenti
ma i miei amici si contano sulle dita di una mano. Vivrei a Parigi se
ne avessi la possibilità oppure girerei il mondo. Vorrei
diventare una fotografa ma non venderei mai l'anima al diavolo.
Probabilmente perchè ne possiedo una. Sono convinta che il
cuore nel mio petto sia avviluppato da lana nera e che per srotolarlo,
questo gomitolo, dovrò aspettare una persona unica. Credo
nelle favole anche se spesso in esse ci sputo il più acido
cinismo. Adoro pensare. "Mi chiedo che cosa sarebbe morire.
Quest'è l'unica cosa che davvero ci manca. Sappiamo tutto e
non sappiamo questa semplice cosa. Vorrei provare, e poi svegliarmi, si
capisce" [cit.]
Mi trovate anche su
• Fotolog • Myspace • Flickr • Emmessenne La caligine delle fragole mio parziale e malsano tentativo di scrivere racconti brevi ![]() Hengie Queen, her thoughts and her words are licensed under a Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia License To do
prima che l'anno nuovo arrivi
1. ridurre le sigarette a 15
2. fare attività fisica cinque giorni su sette 3. iscrivermi ad un corso di yoga 4. bere prevalentemente martini 5. non mangiare le patatine all'aperitivo 6. comprarmi: (un montgomery grigio, un cappello grigio, le decoltè, un ombrello trasparente, un maglione beige) 7. guadagnare cento euro al mese 8. vedere il Teatro degli orrori 9. vedere Ceci est mon corps 10. concretizzare e disintossicarmi dall'oroscopo 11. imparare a focalizzarmi sul respiro 12. non bere caffè dopo le 18 in settimana 13. frequentare qualche lezione per settimana 14. ascoltare almeno una volta al giorno la coscienza 15. finire: (heroes, my name is earl, dexter lost, greek) 16. leggere qualcosa di veramente idiota 17. scrivere racconti brevi per sfogare l'ira 18. resistere al formaggio 19. imparare la masturbazione 20. andare almeno cinque volte a milano a ballare 21. dormire fino alle 14 22. fotografare per sport 23. tenere ben ordinato l'ipod 24. resistere alle tentazioni di mandare a fanculo 25. ricordarsi degli amici sempre e dei nemici mai Sto leggendo: |
Non si
dovrebbe tornare sempre sul passato. Basta già tutto il
tempo che siamo costretti a dedicargli contro la nostra
volontà![]() |